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Savelli
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mwhqSavelli ("Savèlli", mwhgIPA: [saˈvɛlli]cite-ref-4[4], mwjaSavella in mwjqcalabresecite-ref-5[5]) è un mwkgcomune italiano di mwkw1 005 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmaprovincia di Crotone in mwmqCalabria.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Frazioni
• Note
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Geografia fisica
Savelli si trova in un territorio montano situato ai limiti orientali della mwnqSila Grande e contraddistinto dalle cime della Serra Alessandrella (1434 mwngm.s.m), del Campo di Mazza (1461 mwnwm.s.m), del Mezzocampo Soprano (1373 mwoam.s.m) e della Serra di Mezzocampo (1262 mwoqm.s.m).cite-ref-0-6-0[6]
Origini del nome
Savelli deve il suo nome a mwrgCarlotta Savelli, nobildonna romana feudataria del borgo dove fu concesso lo stanziamento ad alcuni sfollati del mwrwterremoto del 1638.cite-ref-0223-7-0[7]
Storia
Il paese venne fondato da un gruppo di profughi, vittime del mwtgterremoto del 27 marzo 1638 (con epicentro mwtwBelsito) che ricevettero in locazione dalla mwuaprincipessa mwuqCarlotta Savelli della mwugfamiglia nobile mwuwromana dei mwvaSavelli, la località Scalzaporri.cite-ref-pericle-maone-8-0[8]cite-ref-gian-battista-maone-9-0[9]cite-ref-1-10-0[10] La scelta del luogo fu dettata dalla posizione riparata dai venti, dalla vicinanza di una fonte d'acqua potabile (l'odierna Fontana Vecchia) e dalla presenza di alcuni ricoveri appartenenti ad alcuni pastori del principe Rota di mwyqCerenzia.cite-ref-1-10-1[10]
I terremotati della mwzwdomenica delle Palme provenivano soprattutto dal paese di mwaaScigliano e dalla sua frazione mwaqCarpanzanocite-ref-1-10-2[10]. I nuovi arrivati si unirono ai pastori del principe di mwbgCerenzia fondando una comunità che venne chiamata Savelli, in onore della benefattrice.cite-ref-1-10-3[10] Le famiglie dei profughi furono identificate con i cognomi Arcuri, Astorino, Caligiuri, Cristiano, Fabiano, (Di) Fazio, Gentile, Grande, Greco, Gualtieri, Mancuso, Mascaro, Manfredi, Mauro, Pontieri, Rocca, Sacco, Scalise, Scarpino, Tallarico, Torcasso. I residenti (chiamati Marzi) riportavano i cognomi di Ananina, Capalbo, Chiarello, Drogo, Giodano, Lucente, Marasco, Molinaro, Pugliese, Rotundo, Spina, Vecchiocite-ref-pericle-maone-8-1[8]cite-ref-gian-battista-maone-9-1[9]. Successivamente i due gruppi si fusero con i matrimoni. I primi coloni, vista la ricchezza di sorgenti d'acqua, terrazzarono con muretti a secco tutti i terreni vicini alle sorgenti e vi impiantoro frutteti, oliveti, vigne, orti. Seminarono i terreni più pianeggianti. Vicino al fiume mwewLese impiantarono i primi mulini e le filande. In collina costruirono palmenti e frantoi, forni e fornaci. Moltissimi vivevano nei pagliai di canne e legna, altri costruirono le prime casette (di 30/40 m²) munite di caminetto, che servivano da cucina e camera da letto per tutti i componenti del nucleo familiare. Allevarono numerosi ovini e caprini, per i latte e i formaggi. Per la carne utilizzarono i suini. Successivamente furono raggiunti da artigiani: muratori, cestai, barilari, calderai, conciatori, fabbri, falegnani, sarti. In maggioranza erano braccianti agricoli. Le donne, fin dalla tenera età coadiuvavano i famigliari in tutte le attività.
La comunità dipese dall'mwfqUniversità di mwfgVerzino dalla fondazionecite-ref-1-10-4[10] fino al mwgw1812, quando mwhaGioacchino Murat ne riconobbe l'autonomia. Dopo gli Spinelli il territorio passò in feudo ai Cortese e successivamente, nel mwhq1762, in gestione ai Barberio Toscano di mwhgSan Giovanni in Fiore, che lo acquistarono nel mwhw1804. L'amministrazione francese tassò eccessivamente la popolazione, già succube delle precedenti tirannie feudali. I baroni riscuotevano i tributi, i fitti, i terratici e si appropriarono di quasi tutti i diritti concessi dagli Spinelli. I savellesi cercarono sempre di acquistare i terreni coltivati. Sperarono inutilmente nelle leggi eversive della feudalità francesi. I mwiaBorboni, come le precedenti dinastie mwiqaragonesi e mwigangioine, avevano la deprimente abitudine economica di vendere i feudi al miglior offerente per cui in mwiwCalabria, nel meridione in generale, si alternarono casate che si preoccuparono di spremere le popolazioni spendendo la ricchezza nella capitale, mwjaNapoli, dove risiedevano. Nel periodo mwjqnapoleonico, dal mwjg1796 al mwjw1812, nella lotta tra i partigiani francesi e quelli borbonici ben 90 savellesi persero la vitacite-ref-pericle-maone-8-2[8]. Altri rimasero briganti ricercati. In questo periodo di brigantaggio, Savelli contava circa mille abitanticite-ref-1-10-5[10]. Il mwmaBrigantaggio si acuì anche con la venuta dei mwmqSavoia, che con leggi del mwmg1867-mwmw1868, vendettero le terre ecclesiastiche e quelle demaniali ai mwnabaroni. Vane le promesse di mwnqGaribaldi, che aveva arruolato combattenti e destato simpatie nelle popolazioni con promesse di future concessioni di terreni. Dal mwng1860 al mwnw1876 si scatenò una lotta di brigantaggio in tutta la mwoaSila, dove cessò proprio con il contributo delle mwoqguardie nazionali savellesi guidate dal capitano Spina, anch'esso di Savelli.cite-ref-0-6-2[6] Quest'ultimo si trovava al comando della squadriglia di cavalieri che, il 27 luglio mwpg1876 sconfissero l'ultima banda di briganti, capeggiata dal brigante Siinardi.cite-ref-0-6-3[6]
Nel mwra1796 un sacerdote, don Vincenzo Arcuri, pagò con la morte la segnalazione al sovrano borbonico delle vessazioni subite dai compaesani da parte del feudatario Nicola Barberio Toscanocite-ref-gian-battista-maone-9-2[9]. Lo stesso feudatario venne ritenuto colpevole anche dell'omicidio di un altro sacerdote, don Francesco Scigliano, avvenuto nel 1806 cite-ref-11[11]: la sua colpa fu quella di aver appoggiato apertamente la mwtqrepubblica partenopea. Nel mwtg1861 un altro sacerdote, Don Giuseppe Rotundo, guidò una manifestazione di 300 braccianti che a mwtwSan Giovanni in Fiore si riunì ad altri contadini per marciare su mwuaCrotone e per occupare le terre baronali. Caduta nel frattempo la dinastia borbonica, pagò con il carcere per questa manifestazionecite-ref-pericle-maone-8-3[8].
Nonostante alcuni programmi di lavori pubblici, per i mwvg5 000 savellesi, residenti nel mwvw1881, non rimase come alternativa che l'emigrazione. Dal mwwa1881 ad oggi mwwq10 000 savellesi si sono spostati nell'mwwgAmerica Latina, negli mwwwStati Uniti, in mwxaAustralia, in mwxqGermania, in mwxgFrancia, in mwxwBelgio, in mwyaSvizzera e in mwyqItalia in mwygLombardia, in mwywPiemonte, in mwzaLiguria, in mwzqToscana e nel mwzgLazio.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 17 gennaio 2000.
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Bandato
d'oro e di rosso; al capo di azzurro, caricato del ramoscello di rosa, di verde, fogliato dello stesso, fiorito d'oro, nodrito nella linea di partizione, sostenuto da due
leoni
controrampanti d'oro, allumati e linguati di rosso, il leone posto a destra con la zampa posteriore destra sostenuta dalla linea di partizione, quello posto a sinistra con la zampa posteriore sinistra ugualmente sostenuta. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Le mw1gchiese presenti sul mw1wterritorio comunale savellese sono la chiesa dei Santi Pietro e Paolo (detta mw2aMatrice), la chiesa di Santa Maria delle Grazie (detta mw2qJesulella), la chiesa del Divino Amore nel Villaggio Pino Grande e la chiesetta di Mezzocampo. La mw2gMatrice fu edificata nella seconda metà del XVII secolocite-ref-1-10-6[10].
Architetture civili
I monumenti
Il Monumento alla solidarietà in Piazza Santa Teresa di Calcutta e i monumenti ai caduti in Piazza Precone e vicino al cimitero.
Le fontane
Ben trentuno mw5afontane, tra le più caratteristiche: la "Fontana Vecchia", la '"Fontana Nuova'", la "Fonte Pitinella" e la "Fonte Pedagese", il "Vallone Grande", la "Fontana degli Elfi" in località mw5qOrtica, Le "Fontane Rosse", la "Fontana del Villaggio", lo "Zampillo", la "Fontana del Boschetto", il "Pozzo delle Anime", il "Lavatoio", ornano le vie e i vicoli del paese.
L'acquedotto savellese
Fino agli anni '60 Savelli possedeva un acquedotto comunale della portata di soli 2 litri al secondo, bastevole però per i consumi di allora, quando la rete idrica e fognante serviva solo una piccola parte dell'abitato, mentre gli altri cittadini si fornivano di acqua attingendo alle fontane che il Comune aveva costruito nei vari rioni.
Quasi tutti gli altri paesi della zona, invece, ne erano completamente privi, da sempre. L'Italia del mw6gboom economico decise finalmente di porvi rimedio, dandone incarico alla mw6wCassa del Mezzogiorno. Il primo acquedotto convogliò le acque di alcune sorgenti del fiume Lese, con una portata media di soli 30 litri al secondo per cui risultò da subito insufficiente per soddisfare i bisogni di una vasta e arida zona comprendente numerosi paesi del Crotonese e del Cosentino. Fu deciso allora di utilizzare l'acqua del fiume, dove questo aveva una portata maggiore, costruendo una diga e scavando una galleria sotto la montagna di Savelli, per collegare i nuovi tubi a quelli del primo acquedotto, previa costruzione di un depuratore. Nello scavare la galleria, lunga vari chilometri, venne rinvenuta parecchia acqua, tanto da indurre i tecnici della "Cassa del Mezzogiorno" a sospendere il progetto relativo all'invaso e al depuratore, convogliando solo l'acqua trovata nella galleria. Ma, questa acqua andò diminuendo di portata, mentre le richieste di più acqua aumentavano sempre di più. Perciò i lavori ripresero e venne incanalata l'acqua del fiume e costruito il depuratore, il quale si trova a un livello di centinaia di metri sotto quello del paese. In conseguenza, il primo acquedotto del mw7aLese, proveniente dalle sorgenti alte, venne destinato solo per Bocchigliero e Savelli, nonché per il villaggio Pino Grande, la cui rete idrica era già stata costruita dalla mw7qCassa del Mezzogiorno.
La stessa "Cassa" aveva inoltre promesso di risolvere il problema della condotta forzata tra il ripartitore di Scopettella (territorio distante 4mw7w km dal paese dove è stato costruito il ripartitore per portare l'acqua al comune di Savelli) e il serbatoio del Villaggio, il quale si trova ad un'altitudine superiore a quella del predetto ripartitore.
Dopo mezzo secolo, ancora questo problema non è stato risolto, per cui spesso ad agosto il Villaggio e le case di Savelli costruite sopra il serbatoio del paese rimangono a secco, mentre l'acqua della montagna di Savelli disseta e soddisfa i bisogni di decine e decine di paesi del Crotonese e del Cosentino.
Il museo etnografico
Le vecchie carceri mandamentali e l'ex pretura, restaurate, sono sede del caratteristico Museo della Montagna Silana. Ricco di reperti artigianali, illustra le modeste ma laboriosissime condizioni di vita dei savellesi.
Altre strutture
• L'osservatorio astronomico Lilio, situato a due km dal centro abitato e dal Villaggio Pino Grande. Il Parco Astronomico Lilio, attivo dal 5 agosto 2016, è l’unico in Calabria. Gestito dalla Provincia di Crotone, è’ dotato di un mw9gplanetario con 60 posti a sedere, un osservatorio con mw9wtelescopio da 500mw-a mm, un mw-qradiotelescopio, un mw-gosservatorio solare; si trova a 1170 metri Alt. nella Sila ionica. È dotato di apparecchiature mw-wosservative e mw-adivulgazione astronomica e ha siglato protocolli con l’Agenzia spaziale italiana. Partecipa al progetto di ricerca per studenti Ergotelescope.cite-ref-12[12] Con un complesso sistema hardware/software può essere anche gestito in remoto. Il 22 marzo 2017 il telescopio ha avuto la mwaqmprima luce con la fotografia della mwaqqGalassia Sombrero lontana 29 milioni di anni luce.cite-ref-13[13] Nel settembre 2017 ha ospitato il XXV Congresso Nazionale del Gruppo Astronomia Digitale con la presenza di astronomi di tutta Italia."
• Il centro congressi, situato nel villaggio Pino Grande, attende un restauro conservativo ed una nuova gestione.
• Il Centro sportivo ricreativo, adiacente al centro congressi, è in attesa di restauro e di una nuova gestione.
Aree naturali
• Bosco del villaggio turistico Pino Grandecite-ref-1-10-7[10]
• Castagnetocite-ref-1-10-8[10]
• Bosco di Mezzocampocite-ref-1-10-9[10]
Società
Evoluzione demografica
Religione
I mwasusanti patroni del comune sono i mwasysanti mwascPietro e mwasgPaolo, festeggiati il 29 giugno.
Dedicata agli emigrati la Festa di Santa Maria delle Grazie, ricorrenza votiva di mwasoFerragosto, con processione e manifestazioni musicali: la chiesa di riferimento è quella di Santa Maria delle Grazie (Jesulella). Festa religiosa molto sentita è la domenica delle Palme: in ricordo della tragedia del terremoto del 1638, i fedeli portano le palme benedette al cimitero.
Geografia antropica
Frazioni
Il Villaggio Pino Grande sorge a 1110 metri s.l.m., a 4mwas8 km dal paese ed è composto da circa 250 villette, costruite da privati su terreno comunale a partire dal luglio 1961cite-ref-15[15] con un regolare piano regolatore. Nel mwatq1966 fu inaugurato dal mwatuministro dei lavori pubblici del mwatygoverno Moro III, il cosentino mwatcGiacomo Mancinicite-ref-16[16], avendo completato le infrastrutture e i servizi (luce, acqua) necessari per tutte le numerose villette già costruite. I proprietari erano provenienti prevalentemente dalla mwatwPuglia e da mwat0Crotone. Tale frazione ora è completamente compresa nel mwat4Parco nazionale della Sila.
Mezzocampo (m 1163 s.l.m.) è una seconda frazione sita nel cuore della Sila, nata intorno ad una mwauasegheria industriale per la lavorazione del mwauelegname di pino, successivamente utilizzata come vivaio dal Corpo Forestale. È utilizzata per le escursioni turistiche. Si raggiunge dalla ex mwauiStrada statale 108 bis Silana di Cariati o dalla strada provinciale Savelli-Bocchigliero.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1960 | 1970 | Giacomo Filippo Spina | DC | Sindaco | |
| 1970 | 1976 | Vincenzo Manfredi | | Sindaco | |
| 1976 | 1977 | Lepera Gaetano Erminio | | Sindaco | |
| 1980 | 1988 | Giuseppe Mancuso | | Sindaco | |
| 1988 | | Vittorio Saladino | | Commissario prefettizio | |
| 1988 | 1991 | Antonio Tallarico | PCI | Sindaco | |
| 1991 | | Alfredo Santo | | Commissario prefettizio | |
| 1991 | 1992 | Francesco Antonio Cristiano | | Sindaco | |
| 1992 | 1993 | Franco Scalise | | Sindaco | |
| 1993 | 1995 | Francesco Giuseppe Greco | | Sindaco | |
| 1995 | 1996 | Vittorio Saladino | | Commissario prefettizio | |
| 1996 | 1998 | Angela Caligiuri | PDS | Sindaco | |
| 1998 | | Sabrina Agresta | | Commissario prefettizio | |
| 1998 | 2008 | Angela Caligiuri | PD | Sindaco | |
| 2008 | 2018 | Francesco Salvatore Spina | PD | Sindaco | [ 17 ] |
| 2018 | 2023 | Domenico Frontera | | Sindaco | |
| 2023 | in carica | Francesco Salvatore Spina | | Sindaco | |
Gemellaggi
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwavymwavcmwavgBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwavkdemo.istat.it, mwavoISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwav4mwav8mwawaClassificazione sismica (mwawemwawiXLS), su mwawmrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwawcmwawgmwawkTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwawomwawsPDF), in mwawwciterefmwaw0Leggemwaw4 mwaw826 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaxaAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaxe 151. mwaxiURL consultato il 25 aprile 2012 mwaxm(archiviato dall'mwaxqurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwaxgmwaxkmwaxoDiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su mwaxsdipionline.it.
cite-note-0-66. ↑ mwayoMario Candido et al., mwaysPrime luci sullo Jonio - Guida turistica, a cura di Comunità montana "Alto Crotonese", Catanzaro, Sinefine edizioni, 1988, p.mwayw 14.
cite-note-0223-77. ↑ mwazaSalvatore Anastasio, Azienda Promozione Turistica Crotone e Regione Calabria - Assessorato al Turismo, mwazeCrotone - Una provincia nuova tra miti e realtà, Crotone, Grafiche Cusato, p.mwazi 30.
cite-note-gian-battista-maone-99. ↑ Gian Battista Maone, mwaayTradizioni popolari della Sila, Rubbettino Editore, mwaacSoveria Mannelli, mwaag1979
cite-note-1-1010. ↑ mwab4Mario Candido et al., mwab8Prime luci sullo Jonio - Guida turistica, a cura di Comunità montana "Alto Crotonese", Catanzaro., Sinefine edizioni, 1988, p.mwaca 31.
cite-note-1111. ↑ mwacqFrancesco Placco, mwacumwacySavelli, due omicidi ecclesiastici a cavallo dell’800, su mwaccArchivio Storico Crotone.
cite-note-1212. ↑ mwacs(mwacwmwac0EN) mwac4mwac8A proposito di ERGO, su mwadaergo.cc-prod.com. mwadeURL consultato il 21 settembre 2020 mwadi(archiviato dall'mwadmurl originale il 20 aprile 2015).
cite-note-1313. ↑ mwadcmwadgmwadkPrima luce al telescopio di Savelli: fotografata galassia lontana 29 milioni di anni luce, su mwadoilcrotonese.it, 22 marzo 2017. mwadsURL consultato il 21 settembre 2020 mwadw(archiviato dall'mwad0url originale il 19 gennaio 2021).
cite-note-1414. ↑ Dati tratti da: mwaeemwaeimwaemmwaeqmwaeuPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaeymwaecPDF), su mwaegebiblio.istat.it, mwaekISTAT. mwaeomwaesmwaewmwae0Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwae4esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1515. ↑ mwafmIl Mattino 26 luglio 1961 pag. 5 mwafqUn paesino pittoresco circondato dai boschi
cite-note-173. mwaf4mwaf8mwagaAmministrative 2013 a Savelli, i voti dei candidati lista per lista, su mwageilcirotano.it. mwagiURL consultato il 3 ottobre 2014 mwagm(archiviato dall'mwagqurl originale il 6 ottobre 2014).
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